C'è una figura di uomo politico che non capisco: si chiama Maurizio Lupi. Giovane, intelligente, ambizioso, espressione di un mondo cattolico attivo e propositivo, sembra aver smarrito la lucidità politica che lo aveva sempre contraddistinto finora. La prova è il pervicace attaccamento ad un modello come Berlusconi. Il suo difetto più grave ed incredibile è non aver capito che l'esperienza del Pdl è finita insieme a quella del suo fondatore: per insipienza, incapacità, presunzione usate il termine che più vi sembra adatto ma il concetto non cambia. Qui non si tratta di rinnegare delle scelte ma di riconoscere che un'esperienza è finita.

Affermare come fa Lupi oggi su Il Sussidiario che quello di Berlusconi di dimettersi è stato un gesto di responsabilità e generosità ideale ci sembra falso ed ipocrita. Sappiamo benissimo tutti come è andata. Ma addirittura ribadire che domani sarebbe pronto a schierarsi al suo fianco se Berlusconi si ripresentasse, è una presa d'atto di incapacità di visione politica oltre che di buon senso. L'uomo che per 18 anni ha governato l'Italia sarebbe giusto che si facesse da parte, anche a prescindere dai risultati ottenuti. Perchè non ha saputo creare una traccia in cui far camminare degli eredi politici? E se invece si vuol affermare che questo percorso è stato compiuto con Angelino Alfano perchè non sostenerlo chiaramente e apertamente senza ipotesi di nuove discese in campo taumaturgiche? Ecco perchè non ci piace l'attuale Maurizio Lupi.